Oggi parliamo di un nuovo metodo di promozione. Come abbiamo detto nell'articolo del marketing mix la promozione (ultima leva decisionale del percorso) prevede tanti tipi diversi di pubblicità: uno di questi è il buzz marketing.

Di base il buzz marketing è l’insieme di attività di promozione che permettono di far parlare del prodotto/servizio e di aumentare in maniera esponenziale le conversazioni, i commenti e le interazioni a riguardo. Anche il nome richiama il senso del buzz marketing.

La parola onomatopeica "buzz" si riferisce al ronzio delle api. Infatti, con questa accezione, si vuole far riferimento all'idea di contagio sociale del messaggio. Parlare ovunque e su qualunque piattaforma del prodotto e/o servizio in questione. É questo il senso ultimo del buzz marketing.

Molto spesso queste attività sono utilizzate nel web e nei social network. Il buzz marketing è semplicemente l’evoluzione del vecchio e sempre utile passaparola in versione digitale.

In definitiva questa tecnica di promozione si riferisce alla diffusione virale attraverso i blog, social network, forum e altre piattaforma digitali del messaggio che si vuole far promuovere. Alcune tecniche utili per creare l'effetto buzz sono:

  • L'hype: la creazione di suspense per un evento, un lancio di un prodotto o servizio tramite post e contenuti che vogliono stuzzicare la curiosità dell'utente
  • L'utilizzo degli opinion leaders: nei nuovi canali comunicativi è fondamentale far parlare del proprio prodotto persone influenti su quelle piattaforme. Parliamo infatti di influencer e personalità (VIP o meno) che possano far parlare del prodotto in questione

In generale il buzz marketing è una tecnica non convenzionale e usata per brevi periodi anche creando discussioni e scalpore, mirando ad accrescere l'interesse sull'argomento.

Casi studio e brand che utilizzano il buzz marketing

In quanto ad hype, è Netflix che crea contenuti divertenti che fanno parlare spesso e in modi diversi di nuove serie e nuovi prodotti.

Anche altri brand sono soliti utilizzare il buzz marketing. Ecco alcuni esempi:

Burger King: cosa succede se i panini più amati d'America non sono più disponibili!

Siamo nel 2007 e la campagna non convenzionale Whopper Freakout di Burger King prevedeva la creazione di un sito dedicato dove venivano prodotti dei video (riprodotti anche sui social). In questi video si vedono le reazioni divertenti e del tutto naturali dei clienti che non si aspettano una notizia davvero brutta: Siamo spiacenti, ma non serviamo più Whoppers! (panino di punta del fast food).

La reazione quasi incredula di tutti gli utenti registrati crea contenuto virale e fa capire quanto siano amati i panini del Burger King in tutti gli Stati Uniti!

Ecco il video della campagna pubblicitaria.

Mini è ovunque: #MININOTNORMAL

In una campagna multi canale che prevede anche un utilizzo non convenzionale del messaggio pubblicitario del 2013, Mini UK tappezza le città del Regno Unito di cartelloni ironici e divertenti su Mini. Mini è davvero ovunque e anche sui social l'hashtag #MININOTNORMAL inizia ad entrare in top trend, invitando la community a pubblicare con questo slogan più contenuti possibili!

Il risultato è davvero geniale.

In conclusione, il buzz marketing si può applicare in vari modi e si può strutturare a vari livelli (anche con lo street marketing come visto con Mini). L'importante è che se ne parli. Ecco l'unica regola di questa tecnica di promozione assolutamente non convenzionale.

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