Per soddisfare il consumatore e raggiungere i propri obiettivi aziendali, è fondamentale analizzare il proprio marketing mix e trovare un giusto equilibrio tra i fattori (che sono controllabili).

Da notare che tutto il marketing mix non prevede ricavi ma solo costi ad eccezione del prezzo (che ovviamente crea introiti).

Jerome McCarthy ha teorizzato e studiato le 4P (i quattro fattori di cui stavamo parlando), definendole anche leve decisionali.

I quattro fattori del marketing mix sono:

  • Product (Prodotto)
  • Price (Prezzo)
  • Place (Distribuzione)
  • Promotion (Promozione e comunicazione)

Product: il centro dell'azienda

Il prodotto è il fulcro delle scelte di marketing dell’azienda. Da anni ormai non è più sufficiente un buon prodotto ma è fondamentale creare un sistema prodotto (ne fanno parte il packaging, la creazione del brand e i servizi accessori).

Price: posizionarsi nel mercato in maniera ideale

Il prezzo è anch’esso un elemento importante per il successo di un'azienda. È infatti fondamentale stabilizzarsi nel mercato con un prezzo ben chiaro e ragionato.

In base alle fasi di vita del prodotto, l’azienda può applicare diverse tipologie di politiche legate al prezzo come:

  • la scrematura del mercato (skimming pricing), il prodotto è maturo e il prezzo è alto, ma l'azienda vuole standardizzarsi su di un target "fedele" al brand 
  • la penetrazione nel mercato (penetration pricing), prezzo aggressivo per far conoscere il prodotto
  • la diversificazione dei prezzi (segment pricing), utile in caso di tanti prodotti disponibili

Place: come distribuire il prodotto

Una volta creato il prodotto e fissato il prezzo, il prodotto va distribuito.

Il Placement si basa sulla scelta strategica dei canali di distribuzione (il channel management), della logistica e dello stoccaggio.

Per una strategia giusta di Placement è fondamentale avere rudimenti di contrattualistica commerciale e conoscenza della documentazione della particolare fattispecie di prodotto. Il placement, molto spesso, va di pari passo con il merchandising.

La Promotion: la linfa vitale del marketing

Infine la promozione. Qui potremmo aprire davvero un capitolo a parte. È la quarta ed ultima leva decisionale del marketing mix. La promozione e la comunicazione di un'azienda sono, forse, gli aspetti più interessanti di tutto il percorso del marketing mix.

Ne fanno parte:

  • La pubblicità (advertisement), tradizionale o più evoluta come le campagne ADS sui social e Google
  • Le sponsorizzazioni, fondamentali per farsi conoscere alla più ampia platea
  • Le pubbliche relazioni (PR)
  • Il merchandising, come detto collegato al Placement

Per capire meglio di cosa abbiamo parlato fino ad ora, prendiamo come esempio un grande brand che è riuscito a bilanciare in maniera sapiente i quattro fattori di marketing mix.

Caso studio Ford

Ford, la famosissima casa automobilista statunitense, ha ideato un modello di marketing mix classico ma che funziona molto bene:

  • Product: Ford, come tutte le casa automobilistiche, suddivide la flotta di auto in base a tipologie e target di riferimento
  • Price: ogni macchina ha un prezzo specifico, studiato in maniera oculata anche tramite tecniche psicologiche come quella di ridurre di pochi euro il prezzo finale per creare un impatto emotivo migliore al cliente (un esempio è il classico 9.99 € invece di 10.00 €)
  • Place: la distribuzione di Ford è estremamente complessa ma si basa sugli showroom proprietari
  • Promotion: come gran parte dei grandi brand, anche Ford lavora molto sulla promozione televisiva e cinematografica concentrandosi su sponsorizzazioni locali e globali per accrescere la fama del proprio brand.

Questo esempio pratico, che si potrebbe applicare a tantissime altre aziende, ci fa capire l'importanza strategica del marketing mix.

Per concludere ecco alcuni famosi flop aziendali derivanti da un marketing mix non corretto (anche solo una leva decisionale non studiata correttamente può essere la causa del fallimento).

  • Texas Instruments Incorporated: negli anni '90 la famosa azienda multinazionale di semiconduttori deve uscire dal mercato dei personal computer, scelta che costerà loro ben 600 milioni di dollari di ammanco. Il tutto è frutto di un marketing mix sbagliato che ha portato il brand a dover affrontare un periodo di grave crisi.
  • BMW: la famosissima casa automobilistica tedesca ha tentanto, a più riprese, di entrare in segmenti di mercato più bassi (soprattutto per prezzi), investendo milioni di dollari con scarsi risultati, in quanto si sarebbe snaturato troppo il brand.
  • Mondadori: non tutti sanno che la casa editrice italiana ha tentato negli anni '80 di entrare nel mercato della televisione prendendo la gestione di Rete 4. Questa scelta frutto di un marketing mix pessimo che ha comportato la vendita della rete a favore di Fininvest (la stessa Mondandori poi verrà acquisita dall'azienda di Berlusconi).

Per concludere, quindi, il marketing mix è un momento fondamentale dell'analisi di un'azienda. Il marketing mix non è teorico ma estremamente pratico (fa parte del così detto marketing operativo), ma un solo errore in questa fase potrebbe davvero creare grossi problemi all'azienda oppure, di contro, potrebbe essere un elemento che la porterà al successo!

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