Spesso parliamo di brand super famosi, ormai impressi in modo indelebile nelle menti della massa (Ferrari, Apple, Microsoft e tanti altri). Oggi, invece, parliamo di un'idea, un semplice progetto che è divenuto un business, poi un'azienda ed infine un modo di vivere!

La famosa app per Android e iOS (in realtà ne esistono versioni anche per pc desktop) Evernote, la prima app per la gestione digitale di appunti, to-do-list attività e tantissime altre possibilità, tutte automatizzate dalla stessa applicazione.

Il contesto della nascita di Evernote è quello giusto per avere successo: nei primi anni del 2000, nell'Apple Store e, successivamente, nell'attuale Play Store non c'era la concorrenza spietata di adesso.

Le app valide che, arricchivano l'esperienza utente da smartphone, potevano davvero avere successo.

Un rampante uomo in carriera di origini russe Phil Libin nato nel 1971 a Leningrado e trasferitosi a nove anni in Americain quegli anni, decide di dedicarsi ad un progetto nato per caso ma che riusciva realmente ad aiutare le persone nella vita quotidiana!

Libin è un programmatore con un'apertura mentale tipica degli imprenditori e questa sua peculiarità lo porta a collaborare con Stepan Pachikov, già presidente di ParaGraph dagli anni 90 e con grande esperienza nella grafia digitale.

In quell’anno l’idea che balenava nella testa di Libin divenne un applicazione:

un software per smartphone in grado di organizzare le note, gli schizzi e i pensieri degli utenti.

Sembra un'idea banale, lo stesso Libin la definisce come“forse l’idea meno originale nella storia della tecnologia” ma funziona e gli utenti, pigri e ormai abituati all'automatizzazione della tecnologia digitale, ne hanno davvero bisogno.

Il progetto decolla e il 24 giugno del 2008 nasce Evernote Corporation con sede in California a Redwood City. Viene rilasciata una open beta (una versione di prova ancora instabile) e gli utenti apprezzano subito il prodotto. 

Dal 2008 al 2011 le cose cambiano davvero in maniera importante. I primi anni sono difficili, Evernote funziona, ma senza finanziamenti non si va da nessuna parte!

Fino al 2009 sia Libin sia Pachikov mettono i soldi di tasca loro e sono sul punto di cedere. Nel 2008 con la crisi economica mondiale come dichiarerà lo stesso Libin sarà “il momento peggiore nella storia dell’universo per raccogliere fondi”.

Il sogno sembra infranto, quando un utente dalla Svezia manda un messaggio all’allora CEO Libin. L’utente ringrazia per aver rivoluzionato la sua vita dandogli la possibilità di organizzare i priori pensieri tramite l’app (spesso Libin dichiarerà che Evernote è di fatto un secondo cervello per l’utente) ma non si limita a questo:

l’utente appassionato dona mezzo milione di dollari ai due fondatori di Evernote dando finalmente respiro al progetto, successivamente, in pochi anni, arriveranno nuovi finanziamenti da DoCoMo Capital e Sequoia Capital (si proprio la stessa Venture capital che aiuterà Elon Musk a finanziare la futura Paypal). Dal 2011 le cose finalmente decollano e l’app si sviluppa (vedremo tutti i servizi ora disponibili) e arriva il successo.

In quegli anni la mossa giusta: una nuova beta questa volta chiusa con 100 inviti su TechCrunch. 

Gli utenti crescono fino a raggiungere in quattro mesi, oltre i 125.000 iscritti.

Da qui solo un'ascesa inarrestabile, fino a raggiungere il primo milione di utenti dopo appena un anno e mezzo.

Ad oggi nel 2017 Evernote conta ben ottanta milioni di utenti con una valutazione economica della società che sfiora il miliardo di dollari!

Comunicazione e concorrenza di Evernote

Evernote nasce da un'idea, con fortuna si sviluppa e diventa una vera startup di successo. Il modello di business è un pò come per Spotify, il famoso modello Freemium.

Un pacchetto free con delle limitazioni e un upgrade a pagamento con funzioni illimitate.

Evernote è un ottimo esempio di questo business.

Servizi Evernote

Il pacchetto a pagamento (6.99 euro al mese) prevede funzioni che solo con upgrade puoi sfruttare (da poco c'è una terza versione dedicata alle aziende):

  • Contenuti off-line, senza la necessità di una connessione ad internet si possono creare e modificare le proprie note
  • Servizi integrati cloud con spazio di archiviazione pressoché illimitato
  • Possibilità di modifica di pdf di un certo tipo
  • Integrazione con i servizi esterni (come Drive e Foto di Google)

In ogni caso Evernote ha ormai un ecosistema che rende possibile la gestione dei tuoi appunti in tutti i modi possibili: utilizzo della riproduzione vocale, servizi cloud complessi, schizzi e scrittura digitale, multi platform experience ed un'utile estensione di Chrome.

 Insomma un servizio completo di gestione dei propri pensieri digitalizzati. 

Qual'è il vero problema di Evernote?

Come sempre, quando arrivi prima degli altri un vantaggio reale ce l'hai ma quando i giganti del hi-tech riescono a replicare i propri servizi, iniziano i problemi.

Dopo il 2013 Evernote inizia a soffrire la concorrenza. Google inventa dal nulla Keep che, di fatto, replica tutte le funzioni dell'app di Libin, mentre anche Apple si muove in maniera decisa e nel 2016 decide di iniziare a lavorare sull'estensione .enex (quella che sviluppa Evernote).

Insomma, Evernote non è più solo un app ma un modo di pensare e di organizzare i propri pensieri e, anche se la concorrenza si fa agguerrita, riesce ancora a difendersi grazie ad importanti collaborazioni come integrazione con siri e le partnership con Samsung (che da la possibilità ad Evernote di pre-installare la propria app sui modelli della gamma Note).

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