Da queste esperienze, soprattutto quella Londinese, il fondatore della nota casa di moda apprende lo stile sartoriale e si appassiona oltre che alla moda in genere, anche all’equitazione.

Nel 1921, torna a Firenze e inizia ad aprire piccoli negozi dove vendeva soprattutto articoli di pelletteria e accessori equestri.

Nel 1938 entrano in società anche i figli di Guccio (Aldo, Rodolfo e Francesca) e grazie alla loro intraprendenza, aprono boutique a Milano e a Roma (in Via Condotti). In questi anni la firma della casa di moda è solo Gucci per esteso e, pochi anni più tardi, iniziano a griffare i propri capi con G. Gucci.

Gli anni della seconda guerra mondiale sono duri ma Guccio e i suoi figli riescono a fruttare la situazione a loro vantaggio differenziandosi dagli altri competitor per l’utilizzo di materiali economici ma di prestigio come canapa e liuta creando capi davvero unici.

I figli del capostipite fanno un lavoro egregio anche dopo la morte del padre (1955) e, se prima si era arrivati ad un logo che richiamava le origini di Guccio (che raffigurava un fattorino), negli anni 50-60 nasce l'attuale e iconografico logo di Gucci.

In quegli anni uno dei settori che tirava di più nelle boutique di Gucci era quello equestre. Richiamando a questo, nasce l'idea: due G incrociate che richiamano i morsetti dei cavalli e il nastro bicolore che li collega (verde e rosso) che richiama invece il sottopancia delle selle.

Nel 1945 la Gucci diventa una srl ed è in quegli anni che nascono i primi capi classici della casa di moda come la borsa con il famigerato manico di bambù o il celeberrimo mocassino con il morsetto e l'immancabile foulard con le iniziali del fondatore.

La fama di Gucci è ormai in ascesa e tra gli anni 60 e 70 nascono boutique in tutto il mondo.

Le star del cinema fanno a gara per poter indossare un capo Gucci: ne sono esempi famosissimi Audrey Hepburn, Jackie Kennedy, Maria Callas, Wallis Simpson duchessa di Windsor.

Il marketing di Gucci tra tradizione e...Instagram

Attualmente il gruppo Gucci è controlalto dalla Francese Kering (che ha sotto di sé anche Saint Laurent, Balenciaga, Alexander McQueen, Bottega Veneta, Boucheron, Brioni, Pomellato e Puma). Gucci è ormai un marchio affermato nel segmento della moda di lusso.

Negli anni lo slogan di Gucci fu: "La Qualità resterà per molto tempo dopo che ci si sarà scordati del prezzo."

È quindi evidente che se vuoi comprare Gucci devi spendere e se lo fai, è perché sei alla moda, sei fashion e ti vuoi distinguere.

La direzione creativa di Gucci è sempre stato il fulcro del suo successo da Frida Giannini (nei primi anni 2000) fino all'attuale Alessandro Michele.

La forza di Gucci sta nelle collaborazioni e nei testimonial di fama mondiale di cui dispone.

L'ultimo esempio (ce ne sono migliaia) è, senza dubbio, l'outfit di Lady Gaga nell'esibizione del Super bowl del 2016, dove la cantante si è presentata all'esibizione canora dell'inno Nazionale con dei pantaloni super glitterati firmati Gucci.

Outfit Gucci Lady Gaga

Gucci, oltre che vivere nella tradizione, è un brand coraggioso, che non ha pura di misurarsi con i nuovi canali di comunicazione.

Un sito web è visivamente appagante (mantenendo lo stile Gucci che può o meno piacere) e intraprende iniziative social rivoluzionarie, svecchiano la tradizione del brand, mantenendo un' aura di elitarietà che è tutt'ora la forza del brand Italo-Francese.

Il caso #GucciGram e il sito web

La concorrenza cinese e i franchising  low-cost che fioriscono di anno in anno, non spaventano Gucci che anzi si modernizza e, anche grazie alla sapiente mano di Alessandro Michele, sviluppa un moderno sito e-commerce (con un incremento divendite on-line del 68% nel 2018 rispetto all'anno precedente) e varie iniziative web tra cui #GucciGram.

Ma andiamo per ordine. Parliamo del sito web di Gucci.

Analizzando il sito web di Gucci, notiamo come l'agenzia Wednesday (si chiama proprio così) con a capo Schatzberg, si è impegnata a creare un ponte ideale tra il punto vendita e il sito web e-commerce (la boutique on-line in pratica).

Spedizioni facilitate, pacchi e confezioni regalo, resi gratuiti studiati per facilitare le operazioni e non da ultimo, una fortissima attenzione alle immagini dei prodotti che sono di altissima qualità. Ogni singolo prodotto è visionabile in gallery molto elaborate dove, un pò come in negozio, si può  osservare l'oggetto in tutti i suoi dettagli (lo farei anche io prima di acquistare una borsa da 10000 dollari!).

Il sito web non ha nulla di rivoluzionario ma se i numeri non mentono, piace e sopratutto vende!

Se il sito web vende e l'utilizzo della vendita on-line funziona, stessa sorte per i canali social che grazie all'iniziativa #GucciGram (la più eclatante tra le altre) vedono numeri importantissimi con il canale Instagram che conta attualmente ben 32,5 milioni di followers.

#GucciGram è un'iniziativa voluta fortemente dal nuovo direttore creativo Alessandro Michele. In pratica questo hashtag racchiude una serie di opere d'arte (classiche o moderne) reinventate inserendo gli elementi che contraddistinguono il mondo Gucci con interpreti i grandi influencer di Instagram. Ne sono esempi i fotografi e gli artisti Kalen Hollomon, Amalia Ulman, Noah Kalina ed il giovane studente americano Chris Rellas, solo per fare qualche esempio, che grazie a questa iniziativa hanno creato delle opere sospese tra passato e presente con un unico filo conduttore, Gucci.

#GucciGram

Alessandro Michele a riguardo dichiara: "#GucciGram è un punto di partenza per raccontare storie diverse, che sono tutte accomunate da una grande libertà. Oggi la creatività è spesso nata e trova la sua voce nei media digitali, una fonte vitale di cultura visiva ".

Un'idea provocatoria, dissacrante e divertente che ha avuto eco mondiale sopratutto per rilevanza nel web capace di fondere l'alta moda con l'arte contemporanea o meno!

Gucci, insomma, non si ferma: fattura tanto e bene (nel 2016 ben 4.4 miliardi di dollari) penetra nei mercati emergenti dell'Asia e del Pacifico (anche grazie all'e-commerce) e detiene record come il 47 ° posto nella lista delle migliori marche del mondo secondo fonte Forbes oltre che disporre di ben 520 negozi di proprietà in tutto il mondo.

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