Partiamo con un titolo ad effetto:

Le immagini sono inutili nella pubblicità!

Come molti dettagli della vita anche il marketing è un mondo da esplorare e, spesso, si sottovalutano alcune cose e se ne danno per scontate altre. 

Nella vita e nello specifico nell’innamoramento, ad esempio, l’aspetto visivo è marginale (importante ma non fondamentale) sono molto più rilevanti l’olfatto e il tatto.

Nel marketing la situazione non cambia:

Belle le immagini sui social accattivanti e catturano l’attenzione, non è vero siamo bombardati di immagini, non ne possiamo più e non funzionano da sole!

Anche a livello scientifico è ormai assodato che solo l’1% di ciò che vediamo viene ricordato in maniera completa nel tempo, anche per il tatto la percentuale è simile (anche se stimolare il tatto è più coinvolgete rispetto alla vista), il 2% a livello uditivo, il 15% di cosa assaggiamo con il gusto, e ben il 35 % di ciò che annusiamo!

E’ evidente, quindi, che il marketing olfattivo andrebbe sottolineato molto di più.

Ma andiamo con ordine:

Marketing tattile: packaging e scelte stilistiche in store

Il marketing tattile va un pò di pari passo con lo sviluppo del prodotto ne è un esempio eclatante Apple con i sui prodotti dal design super ricercato (un pò tutto il settore dell’elettronica di consumo è molto attento a questo aspetto).

Ma anche stilisti di fama mondiale sono molto sensibili a questo aspetto ad esempio sviluppando un packaging molto particolare. 

D&G realizza involucri per i propri prodotti molto spesso con materiali molto raffinati e gradevoli al tatto come il velluto.

Marketing uditivo: un jingle più farti ricordare per sempre!

Se, come vedremo, il marketing olfattivo richiama molto la memoria, il marketing uditivo scatena le emozioni.

Il marketing uditivo è utilizzatissimo nei cosi detti jingles ossia le intro dei grandi brand.

Anche la tonalità di voce della voce che li pronuncia è importante.

Das auto (di Volkswagen) o Audi ne sono esempi clamorosi (non a caso entrambi del settore degli autoveicoli).

Questi esempi danno un senso di affidabilità della macchina.

"Car gralss ripara car grass sostituisce" è odioso si ma ti richiama subito al brand non c’è nulla da fare.

Anche la musica nelle sfilate di moda richiama molto allo stile della sfilata e al taget di rifermiento.

Ora analizziamo invece in particolare tipo di marketing sensoriale: quello gustativo.

Marketing gustativo: i brand storici riescono ad associare il gusto dei loro prodotti alla memoria del cliente

Basta fare tre esempi per capire il potere del gusto nel marketing che ti richiama al brand:

  • Coca Cola,  la bibita più venduta al mondo e ha addirittura una sorta di formula segreta sconosciuta ai più
  • Nutella: un altro esempio eclatatante in cui è il gusto che fa le fortune del brand
  • Mc Donald: oltre che i panini, è entrato nell'immaginario comune il gusto irripetibile delle patatine (e dei suoi aromi)

Abbiamo parlato di gusto, di tatto di udito ma ne manca uno, forse il piu importante : l’olfatto.

Il marketing olfattivo come chiave di volta per aumentare le vendite

Il marketing olfattivo, troppo spesso, viene passato sotto silenzio e molti brand non gli danno giusto valore che merita.

Per capire l’imprtanza dell’olfatto nel marketing e nella vendita scomodiamo la scienza:

“Con tutti gli altri sensi si pensa prima di rispondere, ma con l’olfatto il cervello risponde prima che si pensi.”

Nel marketing arrivare prima, qui a livello fisiologico, è fondamentale, scatenare un senso così primordiale può davvero farti acqusitare un prodotto o no.

Molti grandi brand riescono a mixare il marketing olfattivo in modi estremamente articolati e raffinati.

Ecco ne alcuni esmepi:

  • Samsung: nel suo store a New York viene rilasciata una fragranza di melone, questo profumo rilassa il consumatore riportandolo a isole tropicali e in situazioni rilassanti
  • Settore sartoria: i grandi ateliers sono soliti diffondere fragranze di cotone per dare il senso di"fresco" e appena lavato
  • British Airways: questa compagnia aerea diffonde un profumo che ricorda il profumo dell'erba (“Meadow Grass”) per richiamare le sensazioni di un prato all'aria aperta e distogliere l'utente dal frastuono e dallo stress di un'affollato aereoporto
  • Nescafè: il packaging di questa azienda è studiato in modo tale da rilasciare, all'apertra del contenitore, una forte essenza di caffè restituendo l'idea di caffè appena fatto (impossibile visto che si tratta di cialde e preparati)

Nescafe marketing olfattivo

Per capire l'importanza dell'olfatto nel percorso decisionale di acquisto, basti pensare che gli odori agiscono su:

  • Amigdala, collegando un aroma a un’emozione
  • Ippocampo agisce sulla memoria
  • Nucleo accumbens che è il centro di ricompensa e piacere

Ecco quindi perché l'olfatto è così importante nel marketing attuale. Elenchiamo le fragranze che, secondo gli studi, sono le più efficaci per il percorso decisionale di acquisto:

  • Il limone: da senso di pulito e richiama a sensazioni di calma e abbandono delle tensioni
  • La cannella: secondo studi scientifici, aumenta la concentrazione
  • La menta piperita: aumenta l’energia cognitiva
  • La lavanda per ridurre tensioni e stress emotivo

Un esempio storico di marketing cognitivo applicato all'olfatto è P&G il famoso brand di prodotti per la cucina. Questa compagnia decise di utilizzare fragranze al limone nel detersivo per piatti perché meglio suggeriva il potere sgrassante del proprio prodotto. Anche attualmente la compagnia ha come core business proprio quel prodotto.

Air France, invece, rilascia delle fragranze naturali per rendere più gradevole il volo ai passeggeri, vaporizzano queste profumazioni nell'ambiente

BMW rilascia delle fragranze che ricordano l'odore di "appena comprato" per attivare il senso di gratificazione dei possibili comparatori!

Le proprioetà dl marketing olfattivo non si fermano qui:

L'olfatto ci fa viaggare nel tempo!

Infatti alcuni odori richiamano dei ricordi indelebili nella notra memoria ed è anche per questo che ad esempio la vanilla è una delle fragrazie piu utilizzata nel marketing olfattivo in quanto richiama ad un componente del latte materno!

In alcuni settori e alcuni brand sono riusciti anche ad inserire degli elementi multi sensoriali (o plurisensoriali) al loro marketing.

Nei supermercati sempre di più ci sono aree dedicate al pane fatto sul momento (e anche i dolci). In queste zone del supermercato sono presenti delle stimolazioni sensoriali forti sia per la vista, sia per l'odore, sia per il tatto, sia per l'udito che per il gusto.

Il pane caldo ha un buon profumo, si sente "scrocchiare", è bello da vedere, è gradevole al tatto e ovviamente è buono. Inoltre, elementi come il pane caldo scatenano il senso di fame e, come visto nell'articolo dello Shelf Marketing, queste aree saranno inserite in modo strategico nella disposizione del supermercato per far acquistare di più il cliente.

Un'altro esempio di marketing plurisensoriale simile a suo modo è Eataly di Oscar Farinetti. 

Eataly marketing plurisensoriale

Anche in questo caso, parliamo di marketing plurisensoriale visto che ogni prodotto è un'emozione il tutto immerso in una struttura pensata per emozionare con tecniche di illuminazione e di desgn raffinate e colori studiati nei minimi dettagli. Tutto questo crea un'esperienza ripetibile solo in store.

Insomma il marketing sensoriale è davvero un fattore importante e spesso sottovalutato per aumentare la fama del brand nel tempo! 

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