Da qui l’idea, lui e Marc Randolph, due ingegneri informatici colleghi nella loro vecchia azienda (Pure Software), decidono di aprire un sito web (Netflix) per fornire un servizio di noleggio DVD, VHS e videogiochi che prevedeva la scelta del titolo desiderato sul portale e la consegna per posta ad un costo di 6 dollari comprese le spese di spedizione.

Purtroppo il feedback degli utenti è pessimo.

Dopo poco tempo Reed decide di stravolgere il format del servizio cambiando strategia: un abbonamento mensile che prevedeva la possibilità di acquisto di minimo 3 titoli (da ricevere sempre via posta) e che poi dovevano essere restituiti, se l’utente nell’arco del mese voleva noleggiarne altri lo poteva fare allo stesso prezzo.

Ovvio che le difficoltà continuavano ad esserci e la tentazione di vendere ad un’azienda più grande è forte. Reed decide così di offrirsi a Blockbuster per una cifra di 50 milioni di dollari. Be il gigante del noleggio si rifiuta, sappiamo tutti com’è andata a finire (Netflix ha rivoluzionato il mercato mentre Blockbuster ha fallito, non proprio una mossa saggia insomma!).

Netflix tutto questo non poteva saperlo ma facendo una stima dell’azienda la formula questa volta funziona e Netflix, a solo otto anni dalla sua nascita, riusciva a vendere un milione di DVD al giorno!

Nel 2007 al servizio di noleggio si affianca la vera rivoluzione di Netflix: una piattaforma di video streaming con le stesse modalità dell’altro servizio (quindi un pacchetto mensile senza limiti).

Nel 2009 il catalogo è ormai immenso con 100.000 titoli disponibili ai 10 milioni di iscritti al servizio.

Nel 2011 Netflix inizia a promuovere le prime serie tv interamente prodotte internamente (la prima è House of Cards che uscirà nel 2013).

Un successo: il marchio Netflix Original diventa virale e la pratica del binge watching (vedere tutte le puntate di una stagione di una serie tv una dietro l’altra) diventa quotidiana (ne parleremo nella parte dedicata al marketing dell’azienda).

Solo nel 2015 (il 22 ottobre) Netflix sbarca in Italia, siamo ancora solo agli inizi vista la scarsità iniziale del catalogo (in repentino miglioramento!) ma ormai anche nel bel paese Netflix inizia a diventare la normalità!

Marketing rivoluzionario tra buzz ed engagement estremo!

Partiamo da un fatto importante. Come già fatto con successo da Amazon e Spotify, anche Netflix utilizza complessi algoritmi per modificare il catalogo da persona a persona, da target a target, da paese a paese.

La massima flessibilità dei contenuti che sono già super profilati in base all’analisi (davvero minuziosa e molto inquietante!)  dei big data fa di Netflix l’impero che conosciamo ormai tutti.

Capito questo, andiamo nello specifico di una caratteristica che ha reso Netflix ancora più interessante: il binge watching.

La più importante piattaforma di streaming al mondo ha creato un nuovo modo di fruire i contenuti delle serie tv. Il rilascio massivo di tutte le puntate di una stagione (addio attese interminabili di settimane intere tra una puntata e l’altra).

Questa nuova modalità di fruizione, subito accettata con grande entusiasmo dalla comunità, è un potentissimo strumento di marketing per l’azienda americana.

Il risultato è geniale: engagement, prima dell’uscita, durante e dopo!

Con questo meccanismo anche il marketing on line e off line di Netflix è stato completamente riscritto.

Non più campagne basate sui commenti delle singole puntate (o singoli momenti e scene della stessa) ma mega campagne social e non solo sull’intera stagione. È ormai comune parlare di Hype, l’attesa spasmodica per l’uscita delle nuove serie!

Netflix è entrata nella testa degli utenti rendendoli partecipi delle novità del catalogo (essere social media manager di Netflix non deve essere affatto facile!).

Utilizzo sapiente dei social ed esperimenti sociali

I canali social di Netflix (Facebook, Instagram e Twitter soprattutto) sono dei veri e propri manuali di social media e i numeri lo dimostrano: sono 94 i milioni di utenti iscritti totali, su Facebbok hanno 30 milioni di mi piace mentre sono 2 milioni e mezzo i followers sul canale twitter statunitense.

La comunicazione di Netflix e naturale e ironica e questi due fattori avvicinano molto l’utente, creando engagement e contenuti virali.

Quello che fa Netflix non è per guadagno ma lo fa per ascoltare e conoscere gli utenti (o almeno così sembra ai fruitori del servizio) infatti ascolta i problemi e i reclami della community e spesso interagisce con loro.

Netflix coinvolge anche quando non viene chiamato in causa. Un esempio divertente è il siparietto social tra Zac Efron e una azienda che aveva citato il famoso cantante, be Netflix si inserisce nella conversazione creando branding tramite una delle sue serie di punta.

Ecco i due estratti da profilo di Efron:

https://twitter.com/ZacEfron/status/828424430225412098

https://twitter.com/netflix/status/828427993185816576

Ecco un altro aspetto della comunicazione di Netflix è il tone of voice il modo scherzoso e ironico con cui coinvolge gli spettatori.

I social media di Netflix sono studiati e calibrati da paese a paese e in Italia il social marketing di Netflix è delegato a We Are Social.

Un esempio di come Netflix ascolti i bisogni degli utenti è il progetto Netflix Socks, delle calze intelligenti che tramite l’accelerometro riescono a spegnere la tv se l’utente, intento in un binge watching notturno, si appisola, spegne il dispositivo così da non fargli andare avanti gli episodi.

Il progetto ha avuto un enorme successo e ha vinto un premio per l'uso creativo della tecnologia.

Oltre alla facilità nel coinvolgere Netflix si avvale di tante altre tecniche di marketing, che padroneggia alla perfezione:

  • L'engadgment tra brand: è davvero notevole, quando parleremo a breve di Narcos vedremo come i richiami ad altri brand come Ikea, sono voluti e calibrati per dare ampio respiro alla campagna ma gli esempi possono essere davvero tanti, nessuna paura di comunicare con il mondo ne, tanto meno, di coinvolgere gli altri brand.
  • Cross Platform: un altro elemento importante per capire come comunica Netflix nel mondo è l'utilizzo di un cross promotion sui vari social (Facebook e Twitter comunicano gli stessi contenuti).
  • Branded entertainment: quando parleremo di Black Mirror invece, capiremo come si fa  Branded entertainment, ossia la bravura  del brand (Netflix che pubblicizza Black Mirror) nel creare storytelling e vero contenuto dalla serie (cioè dalle caratteristiche del prodotto).
  • Contaminazione tra prodotti:  ossia in questo caso la bravura nel creare contenuti contaminati tra le serie. 

Le produzioni Netflix e l'importanza strategica dell'Italia

Netflix nel 2018 ha speso ben 8 miliardi di dollari per produrre serie originali e co-produzioni in tutto il mondo 1/8 di questo importante investimento verrà riversato in Europa e anche l'Italia vuole essere protagonista: Netflix infatti ha già realizzato Suburra, serie sulle orme di Gomorra davvero molto interessante, e il primo film (Rimetti a noi i nostri debiti).

Tre esempi di marketing applicato alle serie tv di Netflix

Narcos: come applicare tutte le strategie vincenti di Netflix in una campagna sola!

Questo interessante video ti fa capire cosa è riuscita ad inventarsi Netflix per promuovere Narcos. Intanto qualche numero: 2 milioni di fan tra Facebook, Twitter e Instagram per i canali social della serie.

Nel 2015 è stata la serie TV con più menzioni social, protagonista ai Golden Globes e superato per visualizzazioni Game of Thrones.

Nel caso studio di Narcos, Netflix ha messo dentro tutte le caratteristiche sopra esposte, contaminazione tra serieengadgment tra brand e genialità nell'esposizione dei contenuti.

Narcos il marketing di Netflix

Per promuovere Narcos, Netflix ha lanciato un hashtag: #Cokenomics (che gli varrà anche il primo come Best Data Visualization agli Shorty Awards).

La campagna, in pratica, riesce ad affrontare i temi legati al commercio della cocaina in modo rivoluzionario (infografiche geniali e cross time marketing davvero ben riuscito).

Si vedrà quindi Pablo Escobar messo confronto ai fattorini di FedEx, (per confrontare i dipendenti) o i numeri del cartello di Medellin paragonati a quelli del caffè.

Narcos marketing di Netflix

Insomma un modo tutto nuovo di proporre una serie. 

La community ovviamente gradisce, numeri da capogiro: 100 mila engagement tra like, commenti e condivisioni

Inoltre sempre per Narcos, la casa di produzione Americana ha deciso anche di fare mini campagne con emoj a tema e video dove Pablo, a suo modo insegna lo spagnolo (Narcos è anche la prima serie completamente bilingue del gigante dello streaming).

Narcos emoj personalizzate

Black Mirror: tra Branded entertainment ed esperimenti sociali ai limiti della moralità

Black Mirorr è una serie su un futuro distopico e alienante dove la tecnologia ci rende schiavi. Netflix per promuovere le stagioni di questa particolare serie si è davvero inventata di tutto ma le due iniziative più clamorose sono il Black Future Social Club è il recentissimo lungometraggio Black Mirror Bandersnatch.

  • Black Future Social Club: questa iniziativa è un perfetto esempio di Branded entertainment dove cioè il prodotto (Black Mirror) si fonde con la realtà. Un'iniziativa off-line che porta l'inquietante futuro descritto nella serie nel mondo reale. Infatti, solo il 13 e 14 Gennaio 2018 al BASE, locale "inn" di Milano, fu possibile rivivere il mondo Black Mirror in un modo incredibile: innanzitutto solo chi aveva più di mille follower su Instagram era ammesso e, durante la permanenza nel locale, si doveva postare la foto del piatto o del cocktail scelto con hashtag #BFSC e ottenere almeno 50 like pena l'esclusione immediata dal locale dove una voce sintetica di tono femminile ti avrebbe gentilmente chiesto di andartene ! Un esperimento sociale in piena regola al quale, ovviamente, hanno partecipato VIP di ogni tipo compreso il tuttologo Salvatore Aranzulla (che aveva già collaborato per la promozione della serie)
  • Black Mirror Bandersnatch: un'altra innovazione clamorosa di Netflix è il primo lungometraggio interattivo della piattaforma. In questa puntata estesa della serie, a intervalli randomici, l'utente (che per seguire la serie deve avere un dispositivo compatibile con la feature) deve scegliere il "destino" dei personaggi (con risvolti reali nella trama). Ovviamente le domande all'inizio sono semplici: quali cereali scegli, opzione 1 o opzione 2? ma col passare del tempo diventano più assurde: faccio a pezzi il cadavere o lo seppellisco? Insomma l'utente è al centro della narrazione (la sceglie davvero lui!) e il protagonista si chiede ma c'è qualcuno dietro a tutto questo? a questa domanda potrai far comparire il logo di Netflix. Se non è geniale questo.

Black mirror netflix

Stranger Things: una campagna clamorosa tra guerriglia marketing e idee geniali

stranger things guerriglia marketing Milano

A ridosso dell'uscita della seconda stagione dell'acclamata serie, Milano è divenuta un set di Stranger Things, con cabine telefoniche rotte, poster giganti e indizi per trovare i demogorgoni in giro per la città. Inoltre anche nei social le campagne legate all'uscita della nuova stagione sono davvero geniali con il logo di Netflix che per l'occasione si capovolge (richiamando al sottosopra).

Per chi si era persa la prima stagione, grazie alle Instagram stories, Netflix è riuscito condividere le scene più importanti con uno stile molto anni '80.

Insomma, il marketing di Netflix è davvero interessante il loro modo di coinvolgere utenti e platee è davvero un caso studio di tutto rispetto.

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