Il fondatore di Audi è August Horch che nasce a il 12 ottobre a Winningen, in Renania nel 1868.

August diventa ingegnere e subito mette in pratica le proprie abilità. Nel 1899 fonda, infatti, a Colonia la A. Horch & Cie, una sorta di ditta specializzata in riparazioni delle prime autovetture in circolazione.

In pochi anni, August capisce che il potenziale dell’azienda è importante e riesce a divenire una vera e propria casa automobilistica.

Nel 1909, a causa della propria personalità vulcanica ed instancabile, si licenzia dalla sua stessa azienda e, in pochi anni, fonda una nuova attività: la August Horch Automobilwerke GmbH.

August pensa di poter subito mettere in produzione le proprie auto ma i vertici della sua vecchia azienda lo bloccano in quanto il nome usato è lo stesso utilizzato da loro e, pertanto, si apre una causa legale.

L’unica soluzione per trovare il bandolo della matassa era cambiare nome. Fortuna volle che lo zio e il nipote di August si interessarono alla sua vicenda e che Franz Fikentscher (il nipote appunto di August) avesse un figlio che stava studiando latino in quel periodo.

Il figlio di Frank consiglia ad August di tradurre il proprio cognome in latino.

Ecco la genesi del nome di Audi. In un tedesco antico Horch può significare ascoltare, e per traslitterazione, quindi, Horch può significare audire (ascoltare) all’imperativo: la traduzione dell’imperativo di audire è: Audi.

Nasce sempre nel 1909 una nuova casa automobilistica: la Audi-werke (Werke significa in tedesco fabbrica) a Zwickau in Sassonia. 

Già nel 1910 nasce la prima autovettura marcata Audi la Typ A (poi sostituita dalla Typ B) e a seguire le audi Typ C impiegate anche in gare agonistiche con ottimi risultati tra gli anni 10 e 20.

Audi a cavallo tra le due guerre, tra il rischio fallimento e il massimo splendore

La sconfitta nella Prima Guerra Mondiale decima la Germania e con tutto il paese anche le attività rischiano di fallire. Anche l'Audi non fa eccezione e rischia la bancarotta a cavallo delle due guerre. Nel 1927 in realtà Audi dichiara il fallimento e viene riacquistata nel 1932 da Auto Union.

Come dopo la Prima Guerra Mondiale, come detto, anche il post conflitto bellico degli anni 40 porta ad anni molto bui per l'azienda fino alla svolta:

Audi viene acquisita dal gruppo Volkswagen nel 1965.

È in questi anni che Audi inizia a caratterizzarsi con gamme di auto molto performanti dalle linee tecniche ma aggraziate aumentando la qualità costruttiva e anche la robustezza e la loro affidabilità (in quegli anni vengono addirittura sviluppati autocarri).

Nell'arco di pochi anni dal 1968 e il 72 Audi lancia diversi modelli come la 100, l'80 e la 50.

Gli anni 80 sono invece quelli dell'Audi Quattro, una coupé con trazione integrale, che avrà un grande successo internazionale e che porterà Audi al tavolo dei più grandi costruttori al mondo.

Negli anni 90 sarà invece l'Audi A8 l'ammiraglia della gamma con particolarità tecniche di un certo livello come il telaio in alluminio.

Marketing di un brand che rappresenta la perfezione

Per analizzare il marketing e la comunicazione di Audi, partiamo dal nome e dal logo (il marchio e l'icona per intenderci). 

Se per il nome abbiamo già raccontato l'aneddoto e possiamo ricordare che Audi ha un brand name distintivo, cioè è di fatto un nome non presente nel vocabolario, per quanto riguarda il marchio iconografico dei quattro anelli intrecciati possiamo dire che rappresenta la storia di Audi e delle sue quattro anime: le quattro aziende che hanno portato Audi ad essere ciò che conosciamo cioè Wanderer, Audi stessa, dkw e la storica Horch.

Il classico colore grigio degli anelli concatenati sono il simbolo della competenza nella lavorazione dei metalli da parte di Audi, ultimamente il colore di Audi è cambiato andando verso una tonalità bianca che sfocia però nel tridimensionale.

Detto del nome e del logo, la comunicazione di Audi è forte, istituzionale (solo negli ultimi anni si vedono pubblicità per così dire scherzose) e trasmette i propri valori: compattezza, bellezza e perfezione.

Si, Audi è perfezione dei materiali del design e dell'affidabilità.

Una comunicazione moderna per ribadire il concetto: Audi è perfezione

La comunicazione di Audi è tutta nel suo Payoff (non slogan): il progresso della tecnologia.

Audi ha come concorrenti diretti BMW e Mercedes-Benz (in realtà anche Jaguar) ma riesce a reggere il confronto grazie ad un'attenzione per i dettagli fuori dal comune e per l'utilizzo delle nuove tecnologie sapiente e sempre molto reattivo. La qualità costruttiva porta la percezione globale di un brand di successo e vicino alla perfezione.

La qualità percepita molto alta del brand permette alla casa automobilistica tedesca di mantenere prezzi alti o altissimi.

Gli spot delle Audi sono simbolo di lusso e elitarietà ma con i nuovi canali Audi cerca di comunicare anche la percezione di un brand moderno e sempre sul pezzo.

Audi scimmiotta Tesla: una pubblicità per mettere in chiaro chi è il proprio competitor

Il nuovo SUV elettrico di Audi (il Q4 'E-tron) diventa per questa pubblicità Musk-have invece di Must have (prodotto da avere a tutti i costi), richiamando l'idea e l'intenzione di mettersi in aperto confronto e competizione con il modello Y di Tesla.

Audi ironia Musk Have

Audi tra spot potenti e ironia sui social

Audi giornata internazionale del cane

Se Audi cerca di essere percepito come un brand anche divertente (l'immagine qui esposta della giornata internazionale del cane è davvero strana per un brand tutto d'un pezzo come Audi), altri spot come questo che inserisco qui sotto sono invece più vicini all'idea di brand perfetto che produce macchine di lusso.

È proprio la Q4 E-tron che compare dal nulla in mezzo a fasci di luce potenti e che trasmettono energia ed elettricità. La macchina che ne esce fuori sembra quasi avere una personalità, sembra parlare e dirci che è il top nel suo segmento di mercato.

Infine, instagram. Il canale Instagram di Audi non è adatto a chi soffre facilmente di invidia. Vengono mostrati modelli strepitosi con scatti bellissimi e in posti fashion ed esotici, le foto del profilo social di Audi sono quasi sexy. 

Insomma la massima espressione di elitarietà, perfezione e scarsità (le auto di Audi possono permettersele in pochi).

Audi è perfezione a tutti i costi e gli stessi vertici aziendali lo confermano: " Volevamo offrire ai nostri clienti privilegi che non si ottenessero solo con il denaro " come dice Frédéric Roche, responsabile del marketing commerciale, andando ancora oltre e dando l'idea che essere cliente Audi non è solo avere una bella auto ma anche far parte di uno status symbol molto particolare.

Secondo Forbes Audi ha un valore economico globale di ben 14 miliardi di dollari ed è tra le prime posizioni nella lista dei brand più preziosi al mondo.

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