Nel 2008, Garret Camp (già impegnato in Stumble Upon un sistema di bookmark sul browser poi acquisito da Ebay) e Travis Kalacik (già fondatore di Red Swoosh e Scour.com rispettivamente un software e un motore di ricerca) escono da una conferenza (LaWeb) a Parigi e non riescono a trovare un taxi.

Da qui l’idea: semplificare il servizio di taxi nelle grandi metropoli!

Tornati a San Francisco, i due imprenditori in erba decidono di dedicare tempo ed energie a questa idea e iniziano a stringere rapporti con società di noleggio veicoli con conducente della zona. Con grande stupore, il feedback del servizio è buono tra le cerchie ristrette di amici e conoscenti che iniziano a testare il servizio.

Decidono, a questo punto, di espandersi e provare il servizio su tutta la città. I codici (ogni cliente aveva un codice per utilizzare il servizio) aumentano sempre di più in maniera incontrollata.

Sviluppano un app chiamata Uber (in un primo tempo uberCAB) e decidono di esportare l’idea in altre città.

Il nome, subito entrato nell'immaginario collettivo dei clienti, secondo le ricostruzioni, deriva dall'opera di Friedrich Nietzsche, Übermensch" che descriveva il sentimento che ha l'uomo nell'elevarsi ad uno stato superiore dell'essere.

Il servizio piace: l’autista arrotonda le proprie entrate grazie ad Uber e il viaggiatore controlla la disponibilità di una macchina nera in zona, direttamente dalla mappa collegata al gps dello smartphone tramite la app dedicata. Infine, si paga la transizione con carta di credito e l'autista corrisponde una percentuale neanche troppo importante ad Uber.

Partnership con grandi brand alla base del successo  di Uber

La prima campagna per far cresce fin da subito Uber fu #UberOz. Un hashtag che richiedeva di far conoscere il servizio a più persone possibili (amici e conoscenti) per ricevere 20 dollari per ogni amico portato in Uber con la possibilità di invitarne fino a 50 (i venti dollari venivano elargiti anche al futuro viaggiatore).

Insomma, una classica strategia di passaparola, che però, nella sua semplicità funziona bene!

Da qui Uber con tutte le difficoltà del caso (visto che di fatto stanno “rubando" il lavoro ai tassisti) cresce sempre di più con partnership e collaborazioni sempre più importanti.

Ecco alcune delle più rilevanti:

  • Microsoft e Outlook: collaborazione con Microsoft per implementare nel calendario di Outlook gli appuntamenti di Uber anche con UberPOP (il servizio che prevede anche ai privati di fare da autisti)
  • Jobyourlife: la famosa agenzia interinale ha stretto una partnership con Uber che consiste nel buono di 20 euro se, chi viene assunto tramite Jobyourlife, raggiunge il posto di lavoro con Uber

È sopratutto per Uberpop che la lobby dei tassisti in tutto il mondo si è rivoltata contro Uber.

Infatti, non solo professionisti ma anche privati con il requisito minimo di avere 21 anni e patente di guida, possono fare da autisti per Uber.

Si avvicendano operazioni a sostegno dei tassitsi che, in molti casi, sono riusciti a vietare Uberpop in molte località (ultimo caso l'Italia dove, attualmente, Uberpop è vietato per concorrenza sleale).

Ecco, una precisazione va fatta, Uber di fatto è legale e se i conducenti sono professionisti nessuno può vietare il servizio. Uberpop invece, in alcuni casi non è ammesso in quanto il guidatore non è professionista.

In ogni caso Uber, anche grazie ad una comunicazione moderna e multi livello, riesce a crescere senza sosta.

Strategie di marketing e di posizionamento sul mercato di Uber

Il marketing digitale di Uber è di tutto rispetto e la comunicazione è moderna e rivolta ad un target giovane dai 15-ai 35 anni.

uberkitten

Oltre alle importanti partnership di cui abbiamo parlato, vanno segnalate altre idee geniali che fanno capire l'attenzione rivolta al target di riferimento:

  • Iniziative off-line: la Giornata Nazionale del Gatto:  un'iniziativa davvero interessante fu quella svolta nella giornata mondiale del gatto in America il 29 ottobre. Infatti Uber, strinse una partnership con il popolare sito Cheezburger e mise a disposizione, sulla sua app, la possibilità di noleggiare un gattino e portarlo in ufficio dalle 11 alle 15 a 30 dollari (che sarebbero poi andati in beneficenza per i canili).  Quella della giornata mondiale del gatto è solo una delle tante iniziative di Uber in giro per il mondo, che esulano dal contesto web
  • Social media strategy locale e glocale: un pò come McDonald's anche Uber si concentra su specifiche aree territoriali (affidandosi anche a diversi social media manager) per gestire i propri social
  • Tone of voice: un pò come Netflix anche Uber preferisce comunicare in maniera informale e molto frendly aumentando di molto l'engagement

Nello specifico, comunque, Uber utilizza una segmentazione molto forte dividendo i mercati in maniera omogenea per capire cosa vogliono gli utenti in quel determinato contesto demografico.

Il vantaggio competitivo di Uber rispetto ai competitor è senza dubbio il prezzo molto accessibile (in alcuni casi anche troppo!).

Anche i servizi aggregati iniziando ad essere tanti: oltre al controverso Uberpop, troviamo anche Uber Go, Uber X, Uber XL (una divisione che caratterizza le dimensioni delle macchine del conducente e di conseguenza delle persone che possono salire a bordo).

Un'altra iniziativa che ha avuto grande rilievo degli USA è UberMILITARY.

Già nel 2017, l'ex segretario della Difesa, il Dr. Robert Gates collabora con Uber per creare UberMILITARY. Solo 18 mesi dopo, più di 50.000 militari guadagnano guidando le macchine nere.

I vertici dell'azienda statunitense sono anche molto attenti al sociale come dimostra la collaborazione con l'associazione MADD. Infatti, grazie a questa partnership, Uber tenta di incidere sul tasso di incidenti dovuti all'assunzione di alcool prima di mettersi alla guida.

Uber per Madd

Nuove tecnologie: Uber è in prima linea per i veicoli senza conducente

A Pittsburgh è già stato testato il primo Uber senza conducente. Nell'estate 2016 inoltre è stata presentata un'intera flotta di Uber con questa innovativa tecnologia (ben novanta macchine senza conducente). Anche qui i problemi ci sono e il rischio di una cattiva pubblicità è dietro l'angolo.

A marzo dell'anno scorso un Uber senza conducente in un test in Arizona ha fatto un'incidente stradale causano la morte di una passante e, di fatto, ha rallentato di molto lo sviluppo del progetto.

Anche se i problemi ci sono, Uber non si dà per vinta e l'azienda made in USA non si ferma.

In pochi anni, Uber è diventata un'azienda che ha un valore di mercato di ben 50 miliardi di dollari ed effettua corse in 600 città in più di 80 stati.

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